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Informazioni personali

lunedì 9 novembre 2009

piccolo sogno di felicità













e chiudendo gli occhi, prendo a sognare, e si staglia in fronte a me un paesaggio dorato, dalla luce del tramonto, su di una landa erbosa che si staglia sul mare.

Intuisco la pace del momento, l' essere mio appagato, come sono mai, beandomi di tanta ricchezza, facendomi preziosa io stessa.

mi scorgo seduta su di una panca, di legno nodosa, con la schiena ricurva, le braccia adagiate sulle gambe, una tazza di tè fumante in una mano e un sorriso senza spine sul mio volto.

lui al mio fianco, in tacito assenso, aderente a me, assorto assieme a me, nella contemplazione della bellezza più soave.

l' immagine si fa più ampia e vedo che alle nostre spalle vi è una piccola casa, semplice, quasi una baita, su di un prato spazzato dal vento, il mio tempio sacro e felice.

spaziando sul manto erboso intravedo un gioco di gambe e braccia che si pigliano e si prendono... bambini, liberi, spensierati e capisco.

c'è un dolce segreto nel ventre di quella donna assorta.


apro gli occhi e mi ritrovo nel mio salotto. sono stordita e un pò delusa, ma consapevole di avere molto, nonostante la vita vera sia una lotta, noi siamo imperfetti e incompresi e non si possa fare figli in libertà, anche se è la cosa più naturale al mondo.
ho avuto dalla vita molto di quello a cui tenevo di più. perciò non mi lamento. non voglio semplicemente. sarebbe tutto perfetto con l' intesa , la connessione, il feeling tra uomo e donna. eppure io credo che ciò esista e possa essere, non sempre ci è dato di avere.
se poi ne avessi bisogno , potrei tornare là... al mio sogno.

giovedì 5 novembre 2009

..e Niki?

Da giorni attendo che si faccia anche il nome di Niki Aprile Gatti, ma niente, non ne trovo traccia , tranne che da Ornella, e amici Blog. Allora ascoltate e non dimenticate. Chi sta indagando su questo caso? Che il giornalismo torni a servizio della comunità e non del suadente potente di turno!
Un abbraccio Ornella, grande!

lunedì 26 ottobre 2009

Sapore d' infanzia



Sono cresciuta con la musica, che mi ha fatto da sorella, mi ha accompagnata, risollevata, mi ha asciugato qualche lacrima e più spesso me l'ha fatta spuntare.


Quando ero piccola, parliamo degli anni ottanta, pensavo che il mondo non sarebbe cambiato, che sarei cresciuta prima o poi con un sottofondo da "time after time", coi capelli cotonati, vaporosi e quel trucco fantasioso, magari con un bel ricciolo disegnato con la matita dall'occhio alla guancia.


Mi sembrava tutto così luccicante, stupendo, promettente: vedevo gli adulti, i "grandi" che si volevano godere la vita, liberi, e film che facevano sognare, tra cui i Goonies! Pensavo che sarei cresciuta e finalmente mi sarei divertita; in effetti la mia infanzia non è stata molto divertente, ma ho tanto sognato e aspettato, se non fosse che quando ho cominciato a farmi grande sono arrivati gli anni novanta e tutta la magia era svanita, le cose hanno preso il loro nome: Aids, droga, alcool, violenza, globalizzazione di massa, stress, depressione.


Tante parole che hanno dato coscienza all'incoscienza, ma che a chi come me, stava crescendo, hanno lasciato tanta amarezza : sono caduti i brillantini, i fari si sono spenti, e mi è stato chiaro che i colori si fossero spenti per tornare più terreni. Allora è arrivato il grunge : Nirvana ( Kurt si è suicidato), Pearl Jam, Sonudgarden, Stone Temple Pilots tra i miei preferiti, mentre i miei amici ascoltavano la disco ( bleah!, scusate ma a me non piaceva, tzu-tzu-tzu-tzu......).


Solo a riascoltare queste canzoni che ho tirato fuori dai ricordi, non vi viene un certo brivido, un senso di sole, di leggerezza, di amore per il mondo tutto? E' ovvio che quella spensieratezza non potesse durare, ma la severità e depressione del decennio dopo, cavolo!


Ora è tutto talmente commerciale che raramente mi emoziona fino a rabbrividire, ma qualche volta c'è questo dono raro. Chissa i bimbi di oggi come ricorderanno questi anni?


Volete ridere? Quando avevo su per giù cinque anni e vedevo Boy George cantare alla tv, rimanevo estasiata e un giorno ho detto a mia madre che bella ragazza fosse! Lei, che non è molto delicata , mi ha detto subito che era un maschio, e temo si fosse messa a ridere( io mi offendevo di brutto) e ci sono rimasta male, perché volevo essere bella come lei!
Oggi posso dirmi soddisfatta, anche se non somiglio per niente al povero Boy che ha perso anche lui lo splendore degli anni ottanta, temo.


Godetevi i vostri ricordi....


Theres the loving in your eyes/All the way/If I listen to your lies would you say/I'm a man without conviction/I'm a man who doesn't know/How to sell a contradiction/You come and go/You come and go/Karma Karma Karma KarmaKarma Chameleon/You come and go/YOu come and go/Loving would be easy/If your colours were like my dream/Red, gold and green/Red, gold and green/Didn't hear your wicked words/Every dayAnd you used to be so sweet/I heard you say/That my love was an addiction/When we clingOur love is strong/When you go/You're gone forever/You string along/You string along/Karma Karma Karma KarmaKarma Chameleon/You come and go/YOu come and go/Loving would be easy/If your colours were like my dream/Red, gold and green/Red, gold and green/Every day is like survival/You're my lover/Not my rival/Every day is like survival/You're my lover/Not my rival/I'm a man with conviction/I'm a man who doesn't know/How to sell a contradiction/You come and go/You come and go/*Chorus

sabato 24 ottobre 2009

Il luogo dell'anima


Un posto in penombra dove il cuore trova un po' di quiete; dove le membra pesanti possano farsi piume; dove il dolore sordo possa diventare un suono lieve; dove il mio immenso mare in burrasca possa tornare lago , dalle chiare acque cristalline.


Un luogo dove tornare, essenza primordiale, spoglia di ogni architettura, di ogni veste che occulta, di ogni umano timore.


Il tempo di restare, sola, ad ascoltare il pensiero che unico e infinito si protrae da prima, da tempo che non mi è dato conoscere, da luoghi che non mi è dato ricordare.


Sono la macchina umana che si inceppa, che si aggiusta e torna a perdere olio, con le gomme consunte, con i sedili lisi; la macchina che mi è cara perché quella di sempre, che mi è stata data e che conosco meglio.Quella che porterò avanti finché il motore romba, che lascerò amareggiata solo alla fine della strada,per un nuovo viaggio, che ora non ricordo, ma che sento è la via di casa, da ripercorrere, con la valigia in mano, carica solo delle cose più preziose, da donare a chi mi ha donato questa macchinetta cara.


Non ricordo dove sia quel luogo, ne sento il profumo nel cuore, ne sento la pace infinita, il richiamo lontano.Come sarà vivere ancora senza le umane pulsioni, senza la carne imperfetta, il bisogno di fare... Non lo so, non so alcuna cosa, ma trovo quel posto dentro me, marchiato nel sangue, come un DNA di altrove, come una mappa da seguire.


Allora l'aria diventa più fresca, l' odore d'erba intenso mi emoziona, la pelle vibra e una vertigine sale nel cuore: ricordo di qualcosa che non so disegnare, a cui non so dare un nome, ma che chiama me col mio vero nome e mi sussurra dolcissime parole che non so ripetere: un attimo di pace, di meraviglia immensa.


Lui, in questo istante ne sono certa, è gioia immensa, di bontà infinita, perché se io riesco a perdonare le umane piccole cose, è solo per pallida imitazione dell'essenza infinita a cui tornerò, un giorno che non conosco, e allora sono certa che ricorderò.

mercoledì 21 ottobre 2009

dieci minuti per tornare

Dieci minuti per tornare...
Non sono stata lontano, non troppo, mi spiace se qualcuno si fosse sentito abbandonato.
Ho realizzato che il tempo va centellinato, ben speso e vissuto.
Adoro poter condividere qui, con voi, i miei e i vostri pensieri.
Al tempo stesso devo mettere a frutto ciò che ho seminato, tenere il terreno curato, fertile e preservare i germogli dalle intemperie.
Ho avuto dei problemi di computer e anche di connessione, per cambiamento di PC e linea.
Per fermo forzato, mi sono ritrovata immersa nella mia vita quotidiana, e ne ho apprezzato i colori e la fragranza: lo scorrere lento del tempo, ma più spesso la carenza di esso!
Non voglio perdervi, é questo il mio timore, che non essendoci abbastanza sia inevitabile, perché é molto che non passo a trovarvi , a leggere di voi.
Se potete capirmi, ne sono felice, davvero molto felice: è sempre un piacere affacciarsi a questo mondo, creato da noi, scambiare gli influssi della mente e ritrovarsi spogliati di ogni materia.
Un abbraccio forte, caldo e immenso d' amore.

sabato 5 settembre 2009

quel che conta


Ti ritrovo di sera, imbronciata e solitaria, in attesa.
Quando le voci una ad una si spengono, quando le forze si sopiscono, tu, torni e mi osservi.
Non mi curo sempre di te, e quando dimentico, mi rigiro, incapace di trovar posizione nel mio letto stanco.
Non c'è pace per chi volge le spalle a se stesso,per chi scorda il piacere della sera, del ritrovar se stesso: quale migliore amico con cui contemplare il cielo mantato , nel silenzio più caro.
Sulla seggiola più scomoda, su quella più bassa, a sentirmi più piccola e vicina a me stessa, con un alito di vento che mi rischiara il pensiero e un a quiete notturna incantevole, ipnotica... quando finalmente giunge la sera , per chi ha la fortuna immensa di essere libero di fermarsi, sotto il cielo,c'è il dono dell'eternità, dell' abbraccio di Dio, della pace del cuore.
Sono in debito di sonno, ma non riesco a rinunciare a quelle poche ore mie, solo mie, con me stessa, per conoscermi, per darmi la compagnia silenziosa di un amico che sa e capisce.
Mi basta un angolo di cielo in cui specchiarmi, per ricordare e sapere che c'è molto , molto di più, che le piccole cose che sono diventate principali, valgono il nulla, e l' uomo é sempre più solo e triste, nella frustrazione trova così tanto rancore da divenire feroce.
Non c'è gioia nel cuore di chi brama, ma dove ce la portiamo la roba?
Per quel che mi riguarda, voglio conservare la gioia della mia famiglia, qualche amico caro e un po' di vita per ridere e cantare, il tanto che serve per vivere(lo so che non é poco), insomma ciò che vogliamo tutti: la felicità!
Vogliamo ancora la felicità?

P.S. trovo un po' faticoso il desiderio di diventare famosi, che sembra aver scavalcato la hit parade dei sogni nel cassetto, che ne é poi della tua vita? stiamo attenti a ciò che desideriamo intensamente, perché i nostri passi andranno in quella direzione!

Diana docet (sbruffona!)



giovedì 3 settembre 2009

messaggi da lontano


Non mi cercare più, é passato il tempo.
Non tormentarti più, non sono nel tuo destino.
Non so cosa tu creda nel cuore, non voglio saperlo, mi fa paura, ma io s che non sono per te, né oggi , né domani.
Passano gli anni, scanditi dai mesi e dai giorni, in cui credo tu abbia svoltato e cambiato direzione, ma un tuo messaggio mi smentisce e io non rispondo: non posso.
Passa altro tempo e arriva ancora un messaggio, solo mie notizie, chiedi "solo" di sapere come sto...
Non puoi, mi rifiuto di crederlo, non capire che non mi costa risponderti una volta, dirti che sto bene, ma mi costa sapere che se lo facessi, ti aprirei la porta e tu non sapresti voltarti.
Sono passati nuovi mesi e io ho creduto che fossi andato oltre, ma non ancora, saprai mai farlo?
E mi mordo le mani, perché meriteresti una risposta, se non altro perché mi fai rabbia: prima la gentilezza, poi la rabbia, perché ancora non rispondo, poi la pretesa: ma non posso dare una risposta che vale molto più della risposta stessa.
A volte vorrei poter usufruire del pensiero telepatico e poterti mandare velocemente , di pensiero in pensiero, la mia spiegazione: non rispondo e non risponderò, perché non posso alimentare il fuoco che porti dentro, non posso aprire una porta chiusa.
Era passato il tempo, credevo, ma i tuoi messaggi insistenti mi fanno paura, perché sento la rabbia, la frustrazione e non posso mitigarla senza danno.
Mi rifugio nel silenzio, pregando che tu capisca, perché così mi fai paura.
Il passato vive in un altro mondo, non vivere col fantasma di te stesso che ti sussurra all' orecchio.
Avrò mai pace?

martedì 25 agosto 2009

notte insonne



Non potevo dormire, impossibile per il caldo, per i pensieri confusi che spingevano le barriere della ragione, spezzandola in più punti.
La televisione che vaneggia di tutto e di niente e nel mio subconscio si creano nuove nozioni fasulle che trattano di teschi di Hitler, di Bourdain in India, mentre un ragazzino cerca di diventare il nuovo American Idol! e James Belushi sarcastico soddisfa un bisogno di sorridere, per la battuta e per la straordinaria leggiadria di un fisico falsamente appesantito.
Che afa assurda per un fine Agosto fuori portata, fuori dalla mia portata, ormai satura del caldo, dell' isolamento, dell' amarezza, e di troppe notti insonni.
Cerco di trovare conforto nella dolcezza del sonno che sopraggiunge, ne tasto il sapore di miele, ne accarezzo le soffici ali e mi tuffo col volto nel suo fragrante abbraccio...
... quando urla e improperi mi scuotono violentemente!
Sono i vicini di casa, solitamente pacati, non so chi sia, ma c'è qualche uomo inelegante di certo , che non ha ritenuto opportuno chiudersi la porta dietro, o piuttosto teneva a farsi sentire meglio dal circondario.
Com'è venuta la bufera , così se n'è ripartita con un rombo di motore a coprirne le tracce e il silenzio si riadagia sul tetto della mia casa.
Trattasi di paese il mio, a tratti campagna e non di rado si sentono i topolini sgambettare nei cassonetti delle tapparelle... d'inverno la cosa non mi turba affatto, ma d' estate , con le finestre aperte, mi crea quel non so che , quel brivido agghiacciante!
E di nuovo sveglia, nel letto vuoto, coi bimbi che dormono nella loro cameretta, e non c'è caldo che tenga a quell' età, solo le paure di quegli oggetti diurni che magicamente si tramutano in mostri informi al calar della sera.
Così accade che i pensieri compressi, schiacciati, contenuti a stento irrompano ,liberi nella mia mente, come un' orda di bisonti in fuga, calpestando senza cura le barriere che tanto avevo impiegato a costruire!
Mi sposto, é inutile, mi siedo sulla seggiola in balcone, quella verde, un pò piccola e scomoda, che mi nasconde in parte alla vista della strada: vedo passare qualche macchina solitaria e sento il brusio di una voce francese che conversa con la fidanzata e non manco di chiedermi, insolente, se sia la conversazione rilassata del dopo l 'amore.
Attendo che torni il mio uomo, ne ho bisogno per non temere lo scalpiccio dei topi, che non mi paiono topini, l' orecchio uso all' ascolto può dare una piuttosto sincera impressione delle dimensioni di un animale!
Quando arriva, sono quasi le due e poso tornare a letto, ma il mio umore è ai minimi livelli e vorrei confidarmi, cosa che evito per esperienza, perchè lui è uno pratico per quel riguarda i sentimenti e piuttosto confusionario per quel che riguarda le cose pratiche.
purtroppo in parte, ma solo in parte cedo, e la sua reazione è la stessa sempre la stessa: sgarbata, di sprono, guarda me e guarda te, la nostra vita é la stessa, non caricarti di ogni cosa, fregatene di come si comportano gli altri, guarda me, io... e poi io.. e ancora io.. finchè gli accenno che se sto così, non è per dar la colpa agli altri, nè lui si sentisse esente da responsabilità... ma gli ricordo che non voglio dar colpe, perchè la rabbia é passata, svanita, lasciando solo un terreno spoglio, desolato, agognante cure dall' alto, da quel Dio che solo sa mettermi la mano sul cuore, che solo Lui sa quale sem ha piantato nel mio cuore, che pianta sono io, lo sa solo Dio.
Allora la vita é questa, c'è chi la coglie e la vive tutta , in ogni istante, al massimo, chi per nulla, chi , come me, cerca di vivere, sopravvivendo agli altri e a se stessa, ma soprattutto ai fantasmi di antichi dolori e rinunce, senza dimenticare la consapevolezza di valere, (yes, I'm worth it!)ma neanche tanto!
Il momento unico e bello di questa notte è stato riscoprire il cielo, volgendo lo sguardo alle stelle, mappa del mondo terreno, bussola, e divinazione, dai tempi dei tempi, ancora si esprime.. pensavo che sono una piccola creatura che deve guardare in alto per costruire in basso.


lunedì 3 agosto 2009

Amore tra gomitoli di memorie- l'attimo prima del bacio-

E mi ritrovo un'altra: catapultata nella via della mia seconda infanzia.. come spesso accade, con l'età incerta, ragazzina, giovane donna, o la donna che sono adesso?
Una via che incredibilmente si trasferisce tra altre vie inglesi pero', e non so come pagare l'affitto, mi trovano un lavoro... ah, sì, certo: la cameriera!
Riconosco certi volti, altri no, l'ambiente é strano, come può essere un ristorante?
E' un appartamento lunghissimo e stretto e i tavoli sono l'uno affianco all'altro, un fila che proseguo di stanza in stanza.
Io devo lavorare e mi adeguo, ceniamo tutti insieme prima dell'apertura e poi arrivano i clienti, é un po' caotico il tutto, molto italiano: panieri sui tavoli della stanza all'ingresso, oliere, menù.
Mi sento a disagio, ma voglio mantenere la casa, una ragazza mi dice che può essere mia gratutitamente, c'è qualche cavillo burocratico, ma non sono certa d'aver capito, come farò?
Mi viene il dubbio di essere sposata, non ne sono certa, dov'è mio marito?
Devo mantenere la casa, se sono sola, che fine faccio?
Tutto cambia ancora e trovo mio marito, e scopro che in realtà é già sposato da prima..
Sono confusa, non sono certa su una cosa: l'ho conosciuto da poco e mi sono innamorata, o lo conosco da molto?
Non so perché, ma nonostante l'apparenza, provo una fiducia sconfinata in lui mi ritrovo a vivere insieme con lui.. e l'altra, una donna più bassa, un po' robusta, orientale, dai modo molto sgarbati, palesemente ostile.
Lei non mi parla, ma quando mi propongo di aiutarla, mi maltratta e io decido di andarmene: che situazione assurda!
Mi accorgo poi di avere una bambina con lui, piccola, e anche l'altra ha una figlia, un po' più grande mi sembra.
E' sera, lui é in giardino , seduto a un tavolino di ferro placcato di bianco, di quelli tondi, con le gambe curve sotto, come steli raccolti in un laccio.
Mi avvicino e provo un'emozione talmente intensa, mi sento colma d'amore e mentre lui si volta a guardarmi scopro in lui lo stesso intenso indissolubile sentimento.
E' quell' amore potentissimo, per cui tutto nasce e cessa di esistere, quel sentimento che ti invade con malinconica dolcezza, che rende le tue membra molli, che allaccia il tuo sguardo al suo, in perenne ipnosi, che esaspera le sensazioni e rende la pelle cocente, talmente sensibile da fare male.
Mentre il desiderio si faceva strada avvicinandoci, consapevoli del prosecuo.... suona il telefono.
E mio marito risponde.
Rngrazio di essere l'unica moglie, ma mi ritrovo per tutto il giorno a cercare quello sguardo nel suo...

A micizia

















Ho ricevuto questo simbolo de ricambiata amicizia da Guernica e poi ho scoperto d'averlo riricevuto anche da Luna...
sono molto impegnata dall'estate che mi impone il mio ruolo, che mi toglie il sonno e mi risucchia l'energia, come se avessi una cannuccia conficcata nel cervello e qualcuno vi attingesse...
Sì, in effetti, é un po' disgustoso...
Allora, porgo a mia volta questo simbolo d'Amicizia, a chi ama sostare nei Privati Pensieri di questo blog, che sia mio sostenitore o meno, che sia commentatore o meno, a chi legge ciò che scrivo, va senz' altro questo dono, perché é in contatto con il mio cuore.

mercoledì 22 luglio 2009

perdersi e ritrovarsi


Lei sapeva e sorrideva, mentre una voragine le si faceva largo tra le viscere.
Sorrideva, nonostante ogni fibra del suo essere gridasse e si ribellasse nell' impeto della fuga, ma i suoi piedi rimasero fissi al terreno e il suo sorriso immobile, mentre lo sguardo , sperava, sarebbe apparso sereno.
Non poteva deluderlo, avrebbe dovuto, ma non poteva.
Mentre gli donava la parte migliore di sè, si detestava, con disprezzo, perché negava se stessa, i propri desideri, il proprio bisogno di rifiutarlo.
Lui era raggiante, la guardava con incredula ammirazione, sembrava volesse restare in quell'istante perenne.
Mentre lei già immaginava tutto, e vedendo quanto fosse vigliacca, gridava nel proprio stomaco, lo implorava silenziosamente di essere almeno un pò sgradevole, da darle la forza di ritirarsi.
Tutt'altro che sgradevole... lui si dimostrava dolce, e forte, deciso, talmente sicuro del proprio sentimento, da bastare ad entrambi.
Non avrebbe dovuto conoscerlo, non avrebbe dovuto mai conoscere niente che fosse parte dell'amore, nessuna declinazione di quel sentimento che puntualmente la rimestava dentro.
Aveva ben altro a cui pensare, troppi problemi di cui occuparsi, avrebbe voluto essere una donna più forte, più maschile, invece di sentire il bisogno inestinguibile di renderlo felice della propria scelta.
Sentiva la necessità, prima ancora di capire se lo volesse davvero, di non farlo pentire d'averla voluta, di adorarla e desiderarla.
Non si sarebbe fermata, non ne era in grado, gli avrebbe donato i più bei momenti della sua esistenza, questo contava più d'ogni cosa.
In un'istante ripercorse i ricordi a ritroso e si sorprese amaramente, quando comprese di non sapere se lei avesse goduto di momenti indelebili, felici, unici, ma piuttosto ebbe la certezza di aver speso se stessa nel donarne, in ogni relazione passata lei si scoprì essersi abnegata nel bisogno disperato di farsi amare, ricordare per sempre.
Quando pensava che il cuore le si sarebbe infranto senza possibilità di ricomporsi, per un abbandono dell'amato, si sorprese a reagire, e si sorprese ancora di più , quando il fidanzato che l'aveva lasciata, puntualmente, dopo tempo, dopo che lei l'aveva rimosso, si ripresentava, ora pronto, ora convinto che lei fosse l'unica.
Quando questo accadeva, ormai la ferita era sanata e lei trovava, eccome, la forza di rifiutarlo, perché non l'amava, non lo voleva, gli aveva già dato l'amore più bello, lui l'aveva sprecato e poteva tenersi il ricordo, che non era poca cosa.
In quell'istante la consapevolezza di essere ricaduta nell'errore le diede un fremito, un moto di piedi che cercavano l'uscita da tutto, da quella situazione, dall'amore non corrisposto, ma non da lui, come si era sempre raccontata, per godere dello strazio dell'abbandono, da lei stessa!
Non c'era verso di accontentarsi, non l'avrebbe fatto più: sapeva di voler altro, di volere il gioco sottile della seduzione, di aver bisogno di ritrovare quella sensazione, che solo una volta aveva conosciuto, l'unica volta che si era persa in un uomo, che non si era buttata via, perchè ci teneva troppo, perché aveva paura...voleva ancora rimettersi in gioco, perdere la testa, trovare di fronte a sè, chi aveva la testa e la voglia di farla smarrire, per poi riprenderla.
Come quando ruoti e giri su te stessa, sempre più velocemente, fino a cadere e lui ti prende tra le braccia, sorridente, vittorioso, consapevole di saper condurre le danze.
In quel momento decise, il sorriso scomparve, senza preavviso e lui apparve sconvolto: capiva e non voleva capire, era imponente, e per una frazione di secondo questo pensiero la frenò , ma si ricompose, lo guardò con severità e lo salutò, mentre lui si arrabbiava, mentre lui la rincorreva e anche quando per giorni, poi per mesi, lui esplose nella sua frustrazione, cercandola, lasciandole messaggi, non si perse più.
Imparò a godere della propria compagnia nell'attesa di trovare chi sapesse condurla nelle danze.

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